non cancellate i preordini

non cancellate i preordini

27 Lug, 2022 | Magazine

Poche righe, ma molto confuse, dedicate a chi come noi sta dall’altra parte della ‘barricata’ ed ogni giorno lotta per capire cosa sta succedendo nel mercato.

Ultimamente alcuni fornitori ci mandano email con questo contenuto, il che è allarmante per alcuni versi ma allo stesso tempo ci fa ben sperare.

Ci fa ben sperare perché il prodotto comincia ad arrivare nel vecchio continente con una certa cadenza, i magazzini dei fornitori si riempiono e quindi aumenta l’offerta, la disponibilità e la possibilità di rispondere alle esigenze dei clienti, in questo ultimo periodo potevamo esclusivamente rispondere con quello che avevamo in casa ed era poco, a volte non si sposava assolutamente con le esigenze del cliente, risultato: vendite perse, rassegnazione ed altre difficoltà.

Allarmante.. Il problema di base naturalmente è il tempismo con il quale si propone questa disponibilità, a fronte del periodo estivodi ferie per i nostri clienti, i fornitori cercano di scaricarti in casa decine di migliaia, a volte centinaia di migliaia, di euro di merce in un momento nel quale questa merce, in moltissimi casi, non serve assolutamente con il ricatto, nemmeno troppo velato, che se non ritiri oggi il prodotto domani non avrai le cose da vendere, quindi di certo avrai difficoltà nel lavoro, peccato che se le ritiri poi queste cose saranno giustamente fatturate e mi chiedo, con quali soldi si pagheranno dal momento che la vendita sarà molto difficoltosa per almeno un paio di mesi?

Dal primo Lock Down ci siamo trovati nella condizione di non avere più certezza sulla consegna dei prodotti e questo ha fortemente ridotto, man mano, anche la richiesta da parte dei clienti, abbiamo consumato le nostre liquidità per far fronte alle vari situazioni contingenti nella speranza che presto il tutto sarebbe tornato normale. Ad oggi ci troviamo in una situazione particolare, in cui in negozio abbiamo prodotto, più di un fornitore ha disponibilità in magazzino, ma i clienti non entrano in negozio perché si sono stancati di cercare qualcosa che non c’è o meglio non c’era, la stampa ha iniziato a parlare delle novità 2023, siamo al margine di agosto e si va in ferie, siamo ancora in una situazione sanitaria complicata, un paese con la crisi di governo ed elezioni anticipate, la guerra in Europa e c’è chi ti vuole riempire il negozio di merce non preoccupandosi affatto del contesto. Inoltre alcune aziende applicano delle penali sul mancato ritiro dei pre-ordini, fino al 15%, per ns esperienza diretta, perché loro consegnano quando possono e non sono obbligati a rispettare le date ma tu sei obbligato a ritirare, oppure paghi.

Loro hanno il prodotto oggi, il problema è il tuo.

Il fatto che per mesi non ti hanno consegnato, che hanno modificato anche settimanalmente i backorder non è loro responsabilità (questa frase appare spesso nelle comunicazioni fra noi ed i nostri fornitori) ma il fatto che se tu oggi non ritiri i prodotti perché non hai possibilità di venderli (ma la certezza di doverli pagare), la responsabilità è tua che ti metti in una situazione difficile perché domani non avrai il prodotto da vendere.

In questi ultimi anni non abbiamo potuto programmare nulla, non abbiamo mai avuto i prodotti nei momenti in cui se li aspettavano i clienti, a caso, il prodotto economico a settembre/ottobre quello di alta gamma a giugno/luglio.

è come se avessi un BAR e la mattina il fornitore ti consegna patatine e noccioline per l’aperitivo e la sera ti consegna i cornetti, tu hai il bancone sempre pieno di prodotto, peccato che è sempre quello sbagliato oppure comincia ad essere vecchio, ed allora cerchi di proporre uno SPRIZ per colazione ed il cappuccino la sera. Poi per non farsi mancar nulla, per un mese non ti consegnano i cornetti (avevi un contratto per 10kg al giorno), ma appena disponibili te ne consegnano 300kg in una sera, e mi raccomando.. li devi pagare come da accordi. Questo è quello che è successo e sta succedendo nel nostro mondo, sono mesi che cerchiamo di sopravvivere accettando i cornetti a cena con le quantità a caso, secondo le disponibilità dei nostri fornitori. A proposito se non ritiri i 300kg di cornetti (li puoi congelare) non è sicuro che in futuro possa continuare a lavorare perché magari non riusciranno a consegnarteli per chissà quanto tempo. Se riesci a trovare un nuovo fornitore che per puro caso ha i cornetti il mattino, pochi ma li ha, gli altri si incazzano e ti danno del traditore, del poco serio, non rispetti gli accordi, non rispetti il brand. Storie vissute nel BAR 🙂

Ci rendiamo conto che questo è un periodo difficile ma credo che alcuni se ne stiano approfittando, mettendo alla corda noi commercianti che da qui a poco non avremo più la forza di sostenere questa situazione.

Questo è un po uno sfogo ed un po un monito, siamo tutti in difficoltà! Questo non è un bene ne per noi ne per loro!

Come diceva il ns amico e fornitore Davide di DSB, naturalmente questa è una faccia della medaglia, poi c’è una grande enorme differenza fra chi è responsabile diretto della propria azienda ed azioni e chi invece lavora per qualcun’altro e non ha nessun rischio diretto sulla sorte dei BAR che rifornisce.

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